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Delitto di Garlasco: Alberto Stasi e le parole al pm. Le immagini
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Delitto di Garlasco: cosa disse davvero al pm Alberto Stasi su Chiara Poggi. Le immagini

Alberto Stasi

Nuovi retroscena legati al delitto di Garlasco e all’omicidio Chiara Poggi: Alberto Stasi ha raccontato un episodio accadutogli.

Nelle scorse ore si è tanto parlato della possibilità che la Procura abbia individuato un movente per Andrea Sempio, indagato nel caso del delitto di Garlasco e nell’omicidio Chiara Poggi. Eppure, l’attenzione è tanta anche per chi è già stato condannato per l’assassinio della ragazza: Alberto Stasi. Molto interessante è stato un servizio de Le Iene andato in onda nelle scorse ore dal quale è emerso un dialogo che proprio Stasi ebbe con il pm che si occupò di lui all’epoca dei fatti.

testimone al processo in tribunale

Delitto di Garlasco: la verità di Alberto Stasi

In occasione di uno speciale de Le Iene Inside si è parlato di diversi casi di cronaca che potrebbero riguardare degli innocenti finiti in carcere per errore. Emblematico potrebbe essere il caso di Alberto Stasi, condannato per il delitto di Garlasco e l’omicidio di Chiara Poggi, all’epoca dei fatti, sua fidanzata. Spicca, nel servizio de Le Iene, la posizione di Stasi che presentò a quanto pare le proprie ragioni anche all’inizio al pm che si occupò del caso.

“Io, forte della mia verità, dissi: ‘Io non ho toccato Chiara. Quindi o voi avete sbagliato o c’è una spiegazione’. Però in qualche modo il meccanismo si era messo in moto. I Carabinieri erano arrivati, i giornalisti erano già fuori dalla caserma. Mandare tutti a casa, in qualche modo, credo gli dispiacesse“, ha fatto sapere Stasi in una conversazione avuta con Le Iene.

I dettagli sul racconto di Stasi: le immagini

Nello stesso racconto alla trasmissione, Stasi ha ripercorso alcune delle tappe di quei giorni frenetici che lo videro, poi, finire in carcere: “Io sono stato portato in carcere sulla base di una relazione che si basava sul risultato di un test. Un test preventivo che veniva utilizzato soltanto per distinguere i reperti che devono essere analizzati meglio da quelli che devono essere accantonati. Questo testo è un test che non distingue il sangue […]. Io sono stato portato in carcere sulla base di questo test“.

Il riferimento è al sangue sul pedale: “Arrivammo in caserma a Vigevano e c’era il pubblico ministero. Mi mise sul tavolo questa relazione preliminare in cui si diceva che oltre ogni ragionevole dubbio era presente il sangue della mia fidanzata sul pedale di una bicicletta […]”. Stasi ha quindi spiegato di aver esposto al pm la sua posizioneforte della mia verità” ma “lei una decisione l’aveva già presa“.

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ultimo aggiornamento: 8 Aprile 2026 13:07

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